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Fare Tirocinio in Michelin Italia

Il momento del tirocinio è un’esperienza importante per un giovane che si approccia al mondo del lavoro. La formazione “sul campo” è ormai fondamentale per modellare i professionisti di domani e, per noi di Michelin, questo passaggio è una cosa seria.

Matteo Chiusolo (in foto sotto), oggi Team Production Leader presso il sito industriale di Cuneo, ci racconta della sua prima esperienza professionale svolta in Michelin come tirocinante al Servizio del Personale.

 

Qual era la tua attività lavorativa da tirocinante?

Sostanzialmente supportavo l’attività di selezione e valutazione del personale addetto alla produzione per il sito di Cuneo. Tutto il mio lavoro partiva da un’analisi dei bisogni di assunzione del sito in collaborazione con il Responsabile del Personale; successivamente, una volta identificati i profili necessari, si avviava il vero e proprio iter di selezione. Ciò comprendeva sia la parte qualitativa, cioè i colloqui di selezione con i candidati e la loro valutazione, sia la parte più quantitativa, che consisteva nella somministrazione di test che aiutassero nella valutazione dei candidati. Inoltre, parte del mio lavoro consisteva nella gestione del database digitale dei candidati.

 

Qual è stata la soddisfazione più grande legata alla tua attività da tirocinante?

Senza dubbio, la soddisfazione maggiore l’ho provata quando valutavo correttamente e, di conseguenza, selezionavo il candidato giusto, poiché potevo vedere con i miei stessi occhi l’esito positivo dell’inserimento del personale all’interno del sito in cui operavo come selezionatore.

 

Qual era la principale criticità del tuo lavoro?

Il timore di sbagliare valutazione: il processo di selezione è soggetto ad errori come tutte le attività umane. Un errore di questo tipo implica un investimento di risorse da parte dell’Azienda e una possibile situazione di disagio da parte della persona che non si sente nel posto giusto.

 

Quali competenze ti sono state più utili e quale background accademico consiglieresti per ricoprire questo ruolo?

Tra le competenze tecniche per me è necessaria anzitutto la conoscenza dell’iter di selezione da manuale. Questo ti permette di conoscere tutti i vari passaggi, le dinamiche interne e, soprattutto, le condizioni d’uso di tutti gli strumenti utili alla valutazione dei candidati. In più, è utile tenere bene a mente tutti i ruoli professionali che i candidati hanno ricoperto, poiché questo ti permette di avere una visione analitica di ogni Professione e, di conseguenza, ti rende in grado di identificare quelle caratteristiche chiave da rilevare nei candidati.

Tra le competenze trasversali, suggerirei di allenare la propria empatia, perché questa ti permette di metterti in relazione autentica con l’altro e di metterlo a proprio agio, in modo da farlo sentire libero di esprimersi. Inoltre, serve anche una buona dose di pensiero critico, poiché ti rende più obiettivo nella valutazione.

Come background accademico, quello che consiglio è Psicologia del Lavoro, poiché è un percorso che ti conferisce sia le competenze tecniche che quelle trasversali citate precedentemente. In più, la formazione psicologica in generale ti fornisce quel mindset utile alla gestione delle relazioni con gli altri, sia nella dinamica di colloquio che in altre fasi del lavoro.

 

 

Com’è stata la tua esperienza formativa come tirocinante in Michelin?

La formazione che ho ricevuto consisteva in un affiancamento durante il primo mese al mio predecessore, in modo da favorire il passaggio di consegna di tutto il know how necessario a ricoprire il ruolo. Successivamente, facevo riferimento al mio tutor, il Responsabile del personale, in modo da essere completamente preparato ad affrontare le attività lavorative.

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